Amici di Gamevolution siamo pronti a recensire uno dei giochi più discussi, purtroppo in negativo, degli ultimi tempi. Diciamo che una parte della comunità videoludica ha criticato fortemente il titolo che DICE, DANGER CLOSE e EA hanno presentato ai fan del genere, mentre altri lo hanno elogiato come alternativa a Call of Duty. Più che un confronto con Call of Duty, io farei una riflessione sul precedente capitolo di Medal of Honor ovvero Airborne. Il vecchio titolo che EA ci presentò nell’anno 2007, tra critiche ed elogi, qualche interessante novità. Infatti il vecchio titolo che la casa produttrice statunitense ci propose , rappresentò un deciso cambio di marcia nel game-play rompendo gli schemi dei soliti Medal of Honor ed utilizzando un approccio libero nelle missioni. Quest’ultimo MOH, invece, ha la linearità dei vecchi (ma anche nuovi) giochi di guerra, e nessun tipo di innovazione grafica di rilievo. Per correttezza sottolineiamo che la copia del gioco presa in considerazione è quella per XBOX 360, ma diciamo che non ci dovrebbero essere grosse differenze con quelle Pc e Ps3. Analizzeremo passo passo i punti positivi e negativi del gioco…
ECCO I TALEBANI!!!
La storia è ambientata in Afghanistan in occasione della guerra che il mondo Occidentale sta attualmente combattendo contro i talebani di Al-Qaeda.
Ci troveremo nei panni della squadra americana Neptune, più in particolare nei soldati Rabbit, Mother, Preacher e Voodoo. Nella prima missione i quattro rangers sono stati inviati a recuperare un informatore di nome Tariq della CIA che si trova in un villaggio che dalle informazioni dei superiori è classificato come villaggio sicuro, ma ovviamente non è così! I quattro eroi si troveranno nel bel mezzo di una guerra in cui avranno di fronte uomini con indefinito abbigliamento arabo molto organizzati ed agguerriti. E pure numerosi! Nel susseguirsi delle missioni avremo anche la possibilità di guidare mezzi militari come elicotteri, jeep e quad. Ovviamente non sto qui a rovinarvi la storia…. vi dico solo che la trama è sufficientemente intricata per interessare un neofita. Probabilmente la storia, però, è l’unica nota positiva che questo gioco presenta ai videogiocatori. Uno degli aspetti più validi, è rappresentato dal coraggio che hanno avuto gli sviluppatori nel trattare un tema molto delicato (che infatti ha suscitato molte polemiche), sull’attuale drammatica ed apparentemente infinita, guerra al Terrorismo. E, proprio per questo motivo, all’interno del gioco,è presente un riconoscimento a tutti quei soldati che hanno perso la vita per la loro Patria.
La storia merita un bel sette, unico voto sufficientemente positivo da mantenere la competizione con la serie antagonista Call of Duty, anche perché è sicuramente più longeva dello stesso.
EVVAI SONO IL MAGO DEGLI FPS… HO UCCISO TANTISSIMI NEMICI!!!!!
Lo sviluppo di Medal of Honor è stato diviso in due gruppi, la parte single player sulla quale ha lavorato DANGER CLOSE, e la parte multiplayer gestita da DICE.
Parlando della campagna, una parte che poteva essere curata meglio dai ragazzi di DANGER CLOSE, è sicuramente l’intelligenza artificiale, ovvero la capacità dei nemici di colpirti o mettersi al riparo quando sottoposti al fuoco nemico. Spesso, infatti, vi ritroverete in situazioni in cui i nemici rimarranno disponibili senza protezioni davanti al vostro mirino, come se non aspettassero altro che essere colpiti. Un elemento, questo, che riduce di molto la difficoltà del gioco rendendolo meno avvincente. Il confronto con la serie Call of Duty non migliora di certo la situazione,: purtroppo l’accoppiata DANGER CLOSE, EA non è riuscita bene nell’intento di confezionare l’anti-COD, presentandoci un gioco che non brilla in nessun comparto. Lasciando stare l’ IA, possiamo dire, comunque, che il gioco rimane piacevole, il mirino è molto sensibile ed i controlli molto pratici e user-friendly.
Considerando tutti i difetti elencati fino a questo momento, Medal of Honor merita, comunque, un’ampia sufficienza.
MA NON C’ERA UN TALEBANO?
Come detto prima lo sviluppo di Medal of Honor, è stato diviso in due gruppi, entrambi come motore grafico, hanno utilizzato l’Unreal Engine 3 fortemente modificato e rivisto per essere adattati al titolo. Questo ci lascia intendere che lo sviluppo grafico avrebbe dovuto svilupparsi in parallelo sia nella modalità multiplayer che in quella single player, ma purtroppo, dalle nostre valutazioni invece trapela che il miglior gruppo che ha saputo valorizzare il motore grafico è quello del multiplayer. Ma di questo ne parleremo meglio più avanti, adesso occupiamoci del single player. Tra le tante imperfezioni grafiche la più rilevante, (ingiustificabile per un gioco creato nel 2010) è il comparire e scomparire dei nemici in lontananza, che assegna ancora un punto a sfavore al nuovo titolo di casa EA. Ma questa, non è l’unica imperfezione: noterete anche un ambiente circostante abbastanza “pixellato” (le textures perdono in definizione), che rende il tutto ancora più sgradevole da giocare. E’ evidente che si siano soffermati molto sui dettagli dei personaggi con le rispettive armi, e poco sull’ambiente circostante, il ché ha prodotto un gioco bello da vedere nei particolari, ma parecchio lacunoso nei paesaggi.
Medal of Honor, per fortuna, ci regala, però, una bellissima colonna sonora che ci accompagna gradevolmente durante la buona storia messa su dagli sviluppatori, questi due fattori sono due note positive che alimentano l’interesse per questo titolo, nonostante gli svariati difetti.
TALEBANO O SOLDATO?
Dopo le critiche del mondo su questo gioco, il titolo nasce spontaneo, “talebano o soldato?”, le numerose critiche sono riferite tutte al multiplayer per la possibilità di impersonare sia un soldato, che lo schieramento opposto dei Talebani. Questo elemento ha creato, inevitabilmente, un vespaio di polemiche abbastanza strumentali. MOH non è, infatti, il primo fps che introduce tematiche “scomode”: ricordiamoci, infatti, che in CoD: Modern Warfare 2 i terroristi russi uccidevano civili, senza dimenticare le recenti proteste cubane per Black Ops. Parlando più sull’aspetto tecnico, diciamo che il multiplayer, a differenza del single player, è ben fatto sia graficamente, che a livello di game-play. Server veloci, liste d’attesa brevi, grafica finalmente buona, rendono il la modalità multigiocatore di Medal of Honor una delle migliori che ci siano in circolazione. Se non ci fosse stato il Single Player…
Ecco tutte le modalità multiplayer:
Le mappe disponibili sono solo otto, purtroppo infatti, per poter mantenere alta la qualità grafica e audio si è scelto di mantenere basso il numero di mappe. Classificandolo, Medal of Honor si piazza tra CoD: Modern Warfare 2, in quanto gioco molto frenetico e con mappe molto ampie, e Bad Company 2, per la possibilità di distruggere muri e molti altri oggetti presenti all’interno della mappa. Tuttavia Medal of Honor non ha una sufficiente personalità, e mancano le novità che potevano portare la serie di nuovo ai livelli alti del passato!
Nonostante questo, possiamo dire che il gioco risulta davvero divertente da giocare.

CONCLUSIONI
Dopo le attese, che invocavano questo gioco come alternativa a Call of Duty, i risultati hanno svelato tutt’altro. Il gioco ha una buona storia, un buon multiplayer, ma una pessima grafica e un gameplay davvero poco efficace: uccidere un nemico non è stato mai così facile. Al trio DICE, DANGER CLOSE e EA arrivano più fischi che applausi, tuttavia spezziamo ancora una volta una lancia per DICE che con i mezzi disponibili ha realizzato un buon lavoro realizzando un buon multiplayer. La scelta di dividere i compiti in due gruppi (DICE – multiplayer e DANGER CLOSE – single player) avrebbe avuto senso se le due aziende avessero lavorato in parallelo, ma purtroppo questo non è successo, e il risultato non è stato tra i migliori, rendendo vani tutti gli sforzi di DICE.
Tutte queste critiche devono servire ai produttori per andare avanti e realizzare altri titoli, possibilmente non inseguendo l’ormai famosissima serie Call of Duty, ma cercando di dare una boccata d’aria nuova al genere degli FPS…. staremo a vedere.
personalmente posso dire di aver trovato degli elementi grafici molto interessanti, ma in alcune cose il gioco non è molto realistico. è in tutta onestà giudico la storia un pò superficiale.
Ldaccordo sulla non realisticità di certi di certi elementi graficamente è un gioco del 2009… Call of duty lo distrugge… La storia era piacevole…