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Recensione: Majin and the forsaken kingdoms

Decisamente il periodo natalizio non è il più florido per quanto riguarda l’uscita di titoli di spessore, questo va tutto a vantaggio dei giocatori che con la scusa dei regali possono ottenere pecunia sufficiente a comprare tutti i titoli che nei mesi addietro si sono lasciati sfuggire, ma è anche una buona occasione per dare una chance a titoli meno conosciuti e che vengono immessi nel mercato video ludico un po’ in sordina, complice la presenza dei tanti blockbuster a rubargli la scena. Majin And The Forsaken Kingdom è proprio uno di quei titoli, noi gli abbiamo dato un’occasione e non ha deluso, o quasi, le nostre aspettative, leggere per credere.

MAJIN?
La storia prende piede in un mondo in cui l’oscurità avanza sovrana e Tepeu, un ladro che fa molto Robin Hood, decide di sventare questa minaccia combattendo l’oscurità, il problema e che il nostro giovane ladro è molto meno potente di tutti gli eroi con cui abbiamo avuto a che fare nei vari giochi di avventura. Questo suo deficit verrà ripianato quando Tepeu libererà Majin, una sorta di enorme orco ricoperto di muschio, dalla sua prigione e gli dichiarerà tutta la sua gratitudine accompagnandolo nella sua spedizione contro le creature oscure offrendogli la sua smisurata forza per abbattere i nemici. La storia, per quanto banale nell’insieme e nella sostanza, svolge bene il compito di supportare l’impianto ludico del gioco e gli sporadici siparietti tra l’orco e il ladro riusciranno a strapparvi più di un sorriso. Il punto focale del gioco diventa fin da subito la collaborazione tra i due compagni di ventura, Majin seguirà i comandi che gli impartirete alla lettera, questi variano dai classici: “segui”, “fermati”, “attacca quello”, “muovi quest’altro” ad altri più complessi accessibili di volta in volta all’ottenimento di nuovi poteri da parte dell’orco. Il design dei livelli, strutturato su più piani e ricco di elementi interattivi, enfatizza la necessità di cooperazione e di esplorazione del territorio al fine di individuare la strada migliore per raggiungere l’obbiettivo.

SALTA, COMBATTI E FA SILENZIO
L’impianto del gioco come detto si basa molto sul rapporto tra il gigante e l’eroe, molto spesso però il gigante non potrà seguire Tepeu perché ostacoli di vario genere si sbarrano la strada, perciò toccherà al protagonista trovare il modo di far passare il gigante dall’altra parte, qui si avviano le fasi di platforming del gioco. Queste fasi prevedono il districarsi in numerosi salti ed arrampicate di vario genere rese difficoltose dalla cattiva calibrazione del salto che in più di un occasione renderà l’incedere molto più difficile di quello che appare. In ogni caso salti nel vuoto e tasti mal funzionanti non saranno il vostro unico problema, come in ogni buon gioco di avventura che si rispetti ci sono i nemici, tanti nemici, da combattere ed eliminare. Il problema è che finchè non sbloccherete il cammino al vostro simpatico Majin sarete come topi in mezzo ad un branco di felini, dato che l’unica arma in possesso di Tepeu, una sorta di bastone estratto dal braccio di Majin, non è in grado di far nemmeno il solletico agli scagnozzi dell’oscurità, perciò sarà necessario mantenere un profilo basso e evitare di esser visti. Se però riuscirete a piazzarvi dietro al nemico senza farvi vedere potrete eliminarli silenziosamente trapassando i nemici da parte a parte con la vostra arma, strano a dirsi ma in questo modo potrete fargli molto di più che qualche danno, cosa che come vi ho detto è impossibile fare caricando i nemici a viso aperto. Queste fasi stealth ben si amalgamano con l’atmosfera e lo stile di gioco prediligendo quindi uno studio dei movimenti dei nemici prima di muoversi e del campo di battaglia per trovare scorciatoie che vi permettono di arrivare all’obbiettivo senza menar fendenti. Una volta libero di passare il gigante buono sarà a vostra disposizione e con esso tutti i suoi muscoli e poteri. Come ogni buon classico, ogni apertura e custodita da dei nemici perciò appena la porta sarà aperta Majin si troverà a dover combattere contro moltitudini di nemici.

Questa fase a dirla tutta è risultata relativamente semplice sia per il fatto che Tepeu ha a disposizione solo tre comandi per la lotta: attacco, schivata e attacco combinato con Majin, sia per il fatto che prima di suonale ai nemici Tepeu deve aspettare che Majin li indebolisca dando il via così ad attacchi combinati molto spettacolari, ma che si risolvono tutti alla pressione di un unico tasto. Inoltre è facile cadere in bug, è possibile infatti che un nemico si piazzi sopra la schiena di Majin per toglierli vita, solitamente o un colpo di Tepeu o dopo un certo periodo di tempo e il mostro si stacca dal nostro compagno, talvolta invece il mostro rimane attaccato li rendendo impossibile per noi eliminare gli altri nemici e ciò porta inevitabilmente alla morte e alla frustrazione. Bisogna anche ammettere però che vengono anche offerte piacevoli varianti alla lotta, ad esempio Majin può portarsi vicino ad un muro e, al nostro segnale, buttare giù il suddetto per schiacciare i nemici sottostanti, queste azioni precalcolate sono di varia natura e vengono usate anche in altre occasioni, tra le quali sopratutto per la risoluzione di puzzle, ma sono divertenti solo le prime due o tre volte, purtroppo queste si ripetono all’infinito per tutta la durate dell’avventura. Altro espediente usato dai ragazzi di Game Republic per aumentare la varietà sono in primis i poteri di Majin, legati ai quattro elementi naturali (fuoco, acqua, vento e terra) ed utilizzabili sia in combattimento sia per la risoluzione di puzzle. Questi funzionano abbastanza bene e servono anche per incendiare bombe da far rotolare presso i nemici liberandosi di loro con un bel botto. Piccolo accenno per le boss fight e gli enigmi, le prime ci mettono di fronte a bestioni belli grossi con cui principalmente sarà necessario saper usare l’ambiente a proprio vantaggio piuttosto che menare fendenti a caso, per quanto riguarda gli enigmi si può dire che questi sono abbastanza vari e piacevoli, niente che non sia già stato visto e compiuto, ma nel complesso migliorano la varietà e la godibilità del titolo.

UN GROSSO, BAVOSO, PUTRIDO, RIPUGNANTE E DOLCE MAJIN
Il gioco per sua stessa natura soffre di alti, ma anche di moltissimi bassi. Parlandoci chiaro l’intelligenza artificiale del gioco è qualcosa di mostruoso, si va bene che il Majin è rappresentato come un orco buono ma dalla mente semplice, però questo non si deve ripercuotere sulle sue azioni, talvolta infatti il nostro gigantesco amico non ne vuole proprio sapere di seguire i nostri comandi ed allora comincia a fare “i fatti suoi” e rovina l’esperienza di gioco. Anche i nemici non si possono definire delle volpi, per quanto lodi il fatto che essi siano di tanti tipi diversi, con un character design e con attacchi personalizzati, bisogna ammettere che sono proprio stupidi, posso capire che talvolta anche da lontano non si accorgano subito di me, ma quando li spingo da dietro nelle fasi stealth non possono rimanere indifferenti, anche se a volte invece sembra sia l’esatto opposto perché ti notano non appena muovi pochi passi verso di loro. Il level design, per quanto bello e curato nei dettagli, rende talvolta difficile interagire col nostro compagno in sequenze in cui invece ci vorrebbe una certa intesa. Graficamente abbiamo qualche imprecisione e textures di bassa definizione, ma passa in secondo piano grazie ad un ottima atmosfera. Il sonoro svolge il suo lavoro senza infamia ne lode. Da rimprovero è la longevità, non tanto per la sua durata (che sia attesta tra le 10-12 ore di gameplay), ma per degli elementi che la rendono molto pesante da digerire, non di rado infatti ci toccherà di tornare indietro per una porta che si sblocca solo ora e ciò costringe a ripercorrere interi livelli con il respawn a garantirci nuovi e noiosi combattimenti. Come detto in precedenza i controlli avrebbero meritato di esse rivisti, soprattutto il salto. Infine il doppiaggio è quello che è, con Majin che ripete migliaia di volte le stesse frasi, anche se la sua espressività in alcuni momenti è usata ottimamente dando vita a scene davvero spassose.

PARTIAMO?
In conclusione Majin And The Forsaken Kingdom è un gioco piacevole, certo non raggiunge vette di qualità eccelsa, ma si lascia giocare dall’inizio alla fine, a patto di sorvolare su alcuni evidenti difetti del sistema di controllo e dell’intelligenza artificiale. Consigliato a chi cerca un’avventura farci di situazioni varie e tanta simpatia.

GALLERIA IMMAGINI: RECENSIONE: MAJIN AND THE FORSAKEN KINGDOMS:

Fiero redattore di Gamevolution, si prodiga ad esaminare in maniera minuziosa ogni gioco che gli passi sotto mano. Nei suoi articoli riesce sempre a snocciolare tutti i pro e contro degli aspetti offerti dalla videoludica senza mai far interferire elementi "di parte". Ne la pioggia, ne il vento, ne la grandine possono fermare la sua missione di dire tutta la verità ai discepoli del grande mondo videoludico.
Alessandro "Babbudoiu" Canu
Recensito da Alessandro "Babbudoiu" Canu su 18 December 2010

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