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RECENSIONE: GOD OF WAR: GHOST OF SPARTA

Brutto diventare vecchi, eppure non ci si può far nulla, gli anni passano per tutti, uomini, donne, animali, oggetti, videogiochi e perfino console.

Rimanendo in ambito oggettivo, la vecchiaia è qualcosa che per definizione rende un oggetto vecchio ed obsoleto che viene soppiantato da nuovi e più performanti; pensiamo ai cellulari di trent’anni fa: grossi, brutti e con una sola funzione, oggi certamente a nessuno verrebbe in mente di venderli od usarli, semplicemente perché ne esistono di nuovi e migliori. Questo piccolo incipit era per ricordare al mondo una cosa: la Psp sta invecchiando. Sono passati ormai sei lunghi anni dalla sua immissione nel mercato e con lei abbiamo passato tantissimi bei momenti e le sempre più insistenti voci di corridoio vorrebbero l’uscita di una nuova console portatile made in Sony. Però tutt’oggi, per la serie: “Gallina vecchia fa buon brodo”, la Psp ci propone titoli di grandissimo spessore, vedi MGS: Peace Walker, di cui entra di diritto a farne parte questo nuovo capitolo di God Of War sviluppato dai Ready at Down.

E’ PASSATO TANTO TEMPO

Il titolo del paragrafo serve a due cose: a riallacciarmi all’introduzione e a parlarvi della trama di Ghost Of Sparta. Perché si è passato tanto tempo dall’uscita di Psp, ma è passato tanto tempo anche da quando Kratos ha perso di vista suo fratello Deimos, rapito in un attacco a Sparta quando i due fratelli erano ancora dei giovani Spartani. Tutta la storia del gioco è incentrata nella volontà di Kratos, appena diventato dio della guerra, di ritrovare il suo amato fratello distruggendo chiunque e qualunque cosa si metta tra lui e il suo obbiettivo e ,come ormai siamo a conoscenza, mettersi contro Kratos, soprattutto quando è incazzato, non è una bella idea. Lascio a voi il piacere di scoprire tutti i retroscena e le vicissitudini della storia rivelandovi solo che essa non è un mero contorno degli eventi ed anzi risulta fondamentale non solo per il coinvolgimento, ma perfino per chiudere il cerchio delle origini del nostro pelatissimo eroe Spartano, scopriremo infatti il perché del tatuaggio rosso di Kratos e della sua cicatrice sull’occhio destro cose che non hanno un origine banale come si può credere.

IL DISTRUTTORE DI MONDI

Le peripezie di Kratos ci porteranno ancora una volta a viaggiare in lungo ed in largo i luoghi più mitologici della Grecia, il cui principale esempio è Atlantide, facendoci battere contro gli abomini più noti come scheletri, satiri, minotauri, sirene, meduse, ciclopi ecc., altri tutti nuovi come: automi meccanici, cinghiali delle nevi ecc., fino ad arrivare a versioni di tutti questi in armature o con altre modifiche giusto per aumentare la varietà. Non mancano ovviamente i Boss, sempre tosti da abbattere a suon di combo e schivate all’ultimo secondo, anche se stavolta bisogna dire che, nonostante la varietà di questi ultimi, gli sviluppatori abbiano raschiato il fondo del barile per piazzarci davanti a mostri sacri della mitologia. Tutto ciò, ovviamente, non diminuisce l’epicità degli scontri e la loro godibilità. Ritornando agli ambienti dei livelli si può dire che seppur essi nella struttura ricalchino i canoni di God Of War, ovvero livelli più o meno lineari fatti di fasi di battaglia, di platforming e , di tanto in tanto, fasi con enigmi, essi risultano impreziositi dalle solite inquadrature fantastiche, che ci regalano scorci di paesaggio mozzafiato, e da dei momenti in cui saranno necessari prontezza di riflessi e velocità per scampare al pericolo.

AFFILIAMO LE LAME

Come al solito il combat system è rimasto fedele alla tradizione della serie proponendo combo da concatenare mediante il tasto quadrato, per i colpi veloci, e triangolo, per i colpi potenti, e l’utilizzo del tasto L o R per le mosse più devastanti. La presa rimane relegata al tasto cerchio e la schivata all’analogico. Notevole impatto tattico è presente da una nuova mossa, da utilizzare mediante il tasto L più la pressione del cerchio, il placcaccio che, a seconda dell’arma in pugno, permetterà a Kratos di lanciarsi in corsa contro un nemico atterrandolo e riempiendolo di botte per bene. Un altro fattore strategico è dato da due nuovi oggetti: la piaga di Thera e le Armi di Sparta, la prima è un potere speciale capace di infiammare le Spade di Atena dando non solo un bonus in fattore di potenza, ma permette anche di sfondare scudi, armature e pezzi di scenario come fossero cracker colpiti da una schiacciasassi; le Armi di Sparta, formate da lancia e scudo, invece permettono di colpire da lontano i nemici, avanzare e al contempo proteggersi dai colpi nemici, cosa impossibile con la parata classica con le Spade di Atena, in maniera rilevante lo scudo servirà per superare determinati enigmi. Piccola menzione anche alle magie che perdono il loro effetto da “onda distruttiva” per essere usate per colpire solo un nemico alla volta. Come di consueto ogni arma e magia sarà potenziabile nel menù di pausa con le sfere rosse accumulate uccidendo i nemici o aprendo i forzieri. Come da tradizione, infine, sono presenti gli occhi di gorgone, le piume di fenice e le corna di minotauro per aumentare rispettivamente: salute, magia e barra per la piaga di Thera.

PICCOLI EXTRA E TECNICA DIVINA

Una volta finita la storia una volta sarà accessibile, come sempre, la modalità Dio e le sfide dell’Olimpo, una chicca è costituita dal tempio di Zeus che non è altro che un tempio in cui riversare le proprie sfere rosse accumulate durante le nostre partite per sbloccare bonus di ogni genere: da capi di vestiario a nuovi personaggi per l’arena di combattimento, del tutto simile a quella vista in God Of War 3. Una volta sbloccati tutti gli extra si renderà disponibile un ulteriore bonus che lascio a voi il piacere di scoprire dicendovi solo che una cosa decisamente inaspettata. Per quanto riguarda il comparto tecnico non ci si può che inchinare davanti alla potenza grafica di questo titolo che, se non me lo avessero detto, avrei scambiato subito per un titolo per Psp2, textures di qualità, fluidità sbalorditiva ed effetti speciali superlativi contribuiscono a farci capire che la Psp ha ancora tanto da dimostrare e da stupire sotto questo punto di vista. Un Sonoro, come sempre, condito con musiche epiche, coinvolgenti ed appassionanti e una longevità un poco superiore al predecessore Chains of Olympus chiudono questa analisi tecnica.

KRATOS E LA PSP PICCHIANO PIU’ FORTE DI PRIMA

La Psp non è affatto morta e ce lo dimostrano i Ready At Down con questo incredibile Ghost Of Sparta che non solo ricorda la potenza di Psp, ma mette a nuovo la figura di Kratos con un avventura ricca di emozioni e un comparto tecnico da numero Uno. L’acquisto è consigliato, anzi obbligatorio, a chiunque sia fan di Kratos e  a chi vuole riaccendere la Psp, per tutti gli altri consiglio di farselo regalare a Natale, magari in bundle con una Psp nuova fiammante.

Fiero redattore di Gamevolution, si prodiga ad esaminare in maniera minuziosa ogni gioco che gli passi sotto mano. Nei suoi articoli riesce sempre a snocciolare tutti i pro e contro degli aspetti offerti dalla videoludica senza mai far interferire elementi "di parte". Ne la pioggia, ne il vento, ne la grandine possono fermare la sua missione di dire tutta la veritĂ  ai discepoli del grande mondo videoludico.
Alessandro "Babbudoiu" Canu
Recensito da Alessandro "Babbudoiu" Canu su 14 December 2010
  1. 14 December 10, 9:59pm

    Mi viene voglia di rispolverare la mia PSP. Ma non mi ricordo piĂą dove l’ho messa :D

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  2. Digi on Iphone scrive
    28 December 10, 3:55pm

    L’ho appena finito, semplicemente spettacolare, molto meglio di Chain of Olympus, in quanto questo sembra piĂą una trasposizione portatile di God of War 3.

    Se devo dirla tutta non mi è piaciuto assolutamente il discorso della durata, finito in modalità eroe in appena sei ore o giù di lì, ergo anche il fattore sfida non è elevato.

    Infine ci sono parecchie aree, soprattutto nella parte finale, ovvero nel mondo di Tanato, varcati i cancelli della morte, che sono semplicemente deserte, ovvero non c’è un piffero di gorgone o minotauro o scheletro da far fuori.

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