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Captain America: Il Super Soldato

Who’s strong and brave, here to save the American Waaaay? Who vows to fight like a man for what’s right night and daaaaay? Zum Zum Zum Who will campaign door-to-door for Ameriiiica, Carry the flag shore to shore for Ameriiiica, From Hoboken to Spookaaaane, The Staaar Spaangled Maan with a Plaaaan! Parapazumpappààà!

E’ questo il geniale testo di una delle sequenze piĂą belle ed ironiche del film “Captain America: Il Primo Vendicatore“, uscito nelle sale a fine Luglio un giorno prima che tutti andassero in vacanza (almeno in Italia). In realtĂ  quella sul buon Capitano è solo una delle numerose (forse troppe) pellicole ispirate ai supereroi dei fumetti uscite quest’anno: si è partiti con l’ottimo Thor, per passare al quasi commovente X-Men: L’inizio, fino ad arrivare a Lanterna Verde, ancora nelle sale. A dispetto del numero quasi eccessivo bisogna dire che, rispetto a qualche anno fa, la qualitĂ  dei film “supereroistici” si è standardizzata su livelli medio-alti. E’ sempre difficile incontrare dei capolavori, ma ciofeche megagalattiche come Spawn o Batman&Robin non si ripetono piĂą da parecchi anni (per fortuna). Di contro, però, questa inflazione di action-movie in calzamaglia ha un po’ depauperato il potenziale del genere. Mentre prima film un buon film sui supereroi si candidava autorevolmente ad essere il blockbuster della stagione, oggi soltanto poche pellicole riescono a fare incassi notevoli: questa estate, per esempio, nessuno tra questi film è stato capace di superare i 200 milioni di incasso negli USA (Lanterna Verde è stato addirittura catalogato come flop commerciale). E’ chiaro che non tutti gli eroi possono vantare l’impatto mediatico di Batman e Spiderman (con l’eccezione dell’outsider Iron Man), senza considerare la difficoltĂ  di proporre realmente qualcosa di nuovo dopo decine di pellicole piĂą o meno simili. Proprio per questo motivo i geniacci della Marvel/Disney devono aver pensato: e se facessimo un film con tanti supereroi? Presto detto, ecco pronto sul tavolo il Progetto Vendicatori, ovvero quello di confezionare un megablockbuster sul superteam piĂą famoso dell’Universo Marvel. Per realizzarlo era necessario prima introdurre al pubblico cinematografico i membri della squadra: tralasciando Hawkeye, Iron Man giĂ  c’era, Nick Fury pure, la bellissimaVedova Nera (Scarlett Johansson) si era vista in Iron Man 2, bisognava soltanto rilanciare Hulk  ed introdurre Thor e Capitan America. Fermi tutti, ci siamo! Infatti Captain America: Il Super Soldato non è altri che il tie-in del film di Captain America: Il primo Vendicatore. Applausi e champagne!

Conosco giĂ  la vostra domanda: come mai si chiama Captain America e non Capitan America anche se si tratta del titolo tradotto in italiano? La domanda è legittima, ma la risposta non è delle piĂą entusiasmanti: si tratta, infatti, solo ed esclusivamente di vile denaro, o meglio, di copyright. Il marchio è “Captain America” e quello deve rimanere per identificare il merchandise del film. Successe la stessa cosa con l’Uomo Ragno che, per gli stessi identici motivi,  dal film in poi venne commercializato e chiamato Spiderman, anzi Spider-Man, con buona pace dei lettori di fumetti cresciuti con gli albi tradotti dalla Corno e dalla Star Comics. Comunque bando ai sentimentalismi e parliamo di questo interessante gioco.

Captain America: Il Super Soldato narra delle avventure del super soldato (scusate la ripetizione, ma di meglio mi è venuto) Steve Rogers in lotta contro l’Hydra, l’organizzazione criminale fondata e capeggiata da Johann-Teschio Rosso-Schmidt, geniale scienziato e gerarca nazista uscito di cotenna piĂą del normale. Il tutto sullo sfondo, molto annacquato (non sia mai, il film esce pure in Germania!) della Seconda Guerra Mondiale. In pratica il gioco copre gli eventi narrati solo in  fugaci sequenze montate a metĂ  film (chi lo ha visto sa cosa intendo), il che non è niente male visto che completa piacevolmente la trama dello stesso. Graficamente il titolo SEGA è una gradita sorpresa: Captain America è reso piĂą che bene tanto che potrete facilmente le fattezza di Chris Evans nella sua controparte poligonale. Le textures sono generalmente di buona fattura e non si riscontrano cali di framerate significativi. Tra i difetti una illuminazione ed una palette di colori che a volte delude trasmettendo una sensazione di “finto” che contrasta con l’ambientazione realistica, e la realizzazione approssimativa di alcune textures. Nel complesso, però, il comparto tecnico è da promuovere a pieni voti.

Quello che impressiona favorevolmente di Captain America: Il Super Soldato è, però, la giocabilitĂ . Memori degli “spetatcolari” tie-in di Iron Man da SEGA mi aspettavo qualcosa tra l’agghiacciante ed il vomitevole, ma così non è stato. Anzi. I furbacchioni della storica softwarehouse giapponese hanno fatto quello che dovebbero fare tutti: prendere esempio dai migliori. E così hanno strutturato il gameplay del loro gioco su quello del tie-in supereroistico fino ad ora meglio riuscito, ovvero Batman: Arkham Asylum.  Chi ha apprezzato il titolo dei Rocksteady, infatti, non ci metterĂ  molto a riconoscere il medesimo stile nel modo in cui Cap volteggia e sferra micidiali pugni. Non originale, quindi, ma efficace: le mosse sono varie, l’uso dello slow motion non annoia ed il gioco diverte senza quasi mai stancare. Oltre ai vari combattimenti contro soldati, supersoldati e boss di fine livello, Captain America: Il Super Soldato offre anche una fase esplorativa-ginnica che ricorda alla lontana Assassin’s Creed e Tomb Raider. A differenza di questi ultimi però, essa risulta estremamente semplificata (vi basterĂ  premere solo un pulsante per fare qualsiasi azione in maniera perfetta). Discreto il comparto sonoro con bgm a livello della controparte cinematografica. Il gioco è completamente in italiano, ma il doppiaggio è, ahimè, mediocre. A livello “Normale” la longevitĂ  si assesta nella media degli action-game in terza persona e per ampliarla c’è un sistema di “sfide” a punti.

Nel complesso Captain America: Il Super Soldato è una buona copia di Batman: Arkham Asylum. Come giĂ  scritto alla SEGA non si sono spremuti le meningi all’inverosimile per realizzare il gioco piĂą originale del mondo, ma hanno dimostrato di saper cogliere il meglio dalle produzioni altrui. Senza contare che rispetto a ciofeche siderali come i due Iron Man, il miglioramento è netto. Se siete appassionati di questo genere di giochi ed avete un debole per i supereroi ve lo consiglio spassionatamente: ad oggi è sicuramente uno dei tie-in piĂą riusciti di questa generazione.

Per gli amici, lo Zio, Manfredi, è uno dei fautori del rinnovamento di Gamevolution, nonchè partecipante attivo nel consiglio di amministrazione. Le sue recensioni e gli speciali sono sempre sinonimo di elevata qualità, la quale unita ad uno stile sempre fresco e particolare nell'esporre il proprio pensiero, riesce a catturare le attenzioni di chi legge. E' quello che definiremmo un pò "boxaro" ma riesce comunque a mantenere un certo distacco, offrendo un parere alquanto disinteressato e professionale.
Manfredi Miconi
Recensito da Manfredi Miconi su 04 September 2011
  1. Andrea Apa scrive
    05 September 11, 7:45am

    Ottima recensione Manfredi! Complimenti.

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