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Microsoft: Is it Game Over?

Microsoft tradisce ancora una volta le attese dei propri utenti e lascia passare l’ennesimo appuntamento mediatico senza annunciare alcun nuovo gioco. Dobbiamo attendere un grande E3 2011 , oppure bisogna tristemente arrendersi alla realtĂ  dei fatti che vede una uscita dal mercato classico per dedicarsi esclusivamente a quello casual ed al software per telefonini di ultima generazione?

 

Intanto una premessa: dopo mesi di silenzio, successivi ad un E3 2010 privo di annunci significativi (se si esclude il misterioso Codename Kingdoms sul quale aspettiamo ancora qualche buona nuova…), dopo un battage pubblicitario e mediatico mirato esclusivamente a promuovere la nuova periferica Kinect, la comunitĂ  storica dei possessori di XBOX360 attendeva l’arrivo della Game Developers Conference 2011 con una certa attesa. In particolare, tra rumor piĂą o meno fondati , vi erano state due anticipazioni ufficiali da parte di personaggi decisamente quotati, quali Geoff Keighley (Spike TV) e Larry Hryb in arte Major Nelson (Microsoft), riguardanti un fantomatico evento pre-GDC che i ragazzi di Redmod avrebbero tenuto per mostrare i propri giochi “core”.  Uno dei due, in particolare, è lo storico “pr” che ricopre il ruolo di collegamento tra l’affezionata utenza Microsoft e l’azienda stessa attraverso il proprio blog  MajorNelson.com. Il buon Maggiore, proprio una settimana prima dell’evento mediatico, comunicò ai propri lettori di “rimanere sintonizzati” perchè sarebbero state annunciate, testuali parole, “grandi novitĂ  che vi faranno molto contenti“. Inutile dire che l’”hype” schizzò immediatamente a livelli altissimi. Nel giro di poche ore, infatti,  in tutti i principali forum videoludici del mondo, figurava  un “thread” sull’argomento contenente decine di post del genere: “cosa annunceranno?”; “sicuramente il remake di Combat Evolved e magari Alan Wake 2“; “nono io punto su Gears of War Exile“; “mostreranno il gameplay di Codename Kingdoms e Forza Motorsport 4“.

Bello, ma come è finita la storia? E’ finita così: ieri sera, alle 21 ora italiana, sono arrivate, tutte insieme, le attesissime notizie provenienti da San Francisco ed i fan hanno avuto la spiacevole sorpresa di non leggere alcun annuncio di peso. In sostanza dalla strombazzatissima conferenza stampa è emerso:

  • La conferma della release date di Gears of War 3, alcuni dettagli sul multiplayer e la cover ufficiale del gioco (che vedete sopra a lato).
  • La data di uscita (15 Marzo 2011) del secondo DLC di Halo:Reach, il Defiant Map Pack, ed il suo prezzo (800 MSP).
  • L’uscita di Fable III anche su PC (19 Maggio) e l’arrivo del DLC Traitor’s Keep a “soli” 500MSP.
  • 12 Mappe esclusive per la versione Multiplayer di Crysis 2.
  • L’uscita di Dishwasher Vapire Smile in esclusiva per XBLA.
  • L’arrivo dell’Halo Waypoint su Windows Phone 7.
  • Supporti vari per gli smartphone con il nuovo sistema operativo Windows.

Come potete constatare voi stessi, si tratta di interessanti notizie, ma nulla capace di sfamare un’utenza a digiuno di annunci da quasi un anno (un anno!! n.dr.). Al contrario di altre volte, però, questa volta  i possessori di 360 non han fatto “buon viso a cattivo gioco” ( e vorrei ben vedere n.d.r.), ma hanno espresso veementemente il loro disappunto. La reazione  è stata così violenta che lo stesso Maggiore Nelson, probabilmente in un momento di  umana debolezza, ha abbozzato  una giustificazione sul proprio blog:

L’imbarazzo del povero Maggiore traspare anche da un freddo monitor. Evidentemente o qualcosa non è andata come preventivato (magari, all’ultimo, non sono stati considerati pronti giochi che si sperava di mostrare), oppure…a Redmod hanno  pacchianamente  sottovalutato gli effetti  di un cambio di strategia (dal mercato c.d. hardcore a quello “casual”) tanto repentino quanto clamoroso. Perchè di questo si tratta. E’ il segreto di Pulcinella il fatto che, quando Microsoft entrò, circa 10 anni fa, nel mercato delle console, prese la SONY, ai tempi dominatrice assoluta del mercato, come punto di riferimento. Il discorso fatto a Redmond fu abbastanza semplice “La SONY ha conquistato il mercato trasformando la console da costoso giocattolo in oggetto tecnologico “cool”? Usiamo la nostra competenza/esperienza nel mercato PC per fare meglio sullo stesso piano“. Così nacque l’XBOX, la prima console con disco rigido interno, supporto internet, multiplayer online e tante altre innovazioni che portarono il concetto stesso di “vidogaming core” su di un livello mai visto fino a quel momento. Nonostante il buon successo dell’XBOX, l’azienda Giapponese, però, giunse alle soglie della nuova generazione con un netto vantaggio sui concorrenti. Ma l’impossibile era in agguato: con una serie di scelte a dir poco scellerate (uscita ritardata, prezzo di lancio suicida etc.), la SONY esordì così male, ma così male, da condere alla nuova console Microsoft la possibilitĂ  di imporsi  su importanti mercati (Regno Unito in Europa e Stati Uniti) e di fare numeri importanti anche dove la prima XBOX aveva stentato.  A seguito di questo successo,  molte software house decisero di non supportare piĂą esclusivamente la Playstation, ma  di sviluppare i propri giochi anche su 360. Il risultato è stato che, in questa generazione, non sono stati pochi coloro che hanno deciso di acquistare un XBOX360 invece di una Playstation 3 (chi vi scrive è uno di questi n.d.r.). In fondo la tipologia di giochi era la stessa, il prezzo piĂą contenuto e le differenze tecniche poco marcate (almeno per la maggior parte dei giochi)…

Il mercato c.d. “hardcore”, però, specialmente in periodo di crisi economica, si è dimostrato non espandibile all’infinito. XBOX360 e PS3, infatti, hanno, bene o male, saturato l’utenza classica di videogiocatori (almeno all’attuale livello di prezzi). A dare un’idea per fare piĂą soldi è stata, a questo punto, Nintendo, l’outsider di questa generazione che, a costi bassi, era riuscita, nel frattempo, a sfondare nel mercato di massa ,sfruttando la rivoluzionaria tecnologia del motion controller: giochi immediati, dalla scarsa longevitĂ  e complessitĂ , ma fruibili da tutti (bambini e nonni compresi) grazie alla loro “fisicitĂ ”. Parliamo del modo di videogiocare c.d. “casual”.

In una logica ottica di costi-ricavi a Redmond devono aver pensato che investire in nuove  costose esclusive e nel mantenere esosi team di sviluppo interni non avrebbe reso piĂą di tanto, visto il ritorno in auge della Playstation 3 ed un mercato “core” non infinito. Molto piĂą utile sarebbe stato puntare sul mercato di massa cercando di approfittare del fisiologico calo di popolaritĂ  della Wii. Nacque così il Kinect, una telecamera esclusivamente creata per intercettare l’utenza “casual”  (tiè, beccatevi questa n.d.r.). Il resto è cronaca. “Il controller sei tu“, i joypad riposti nella bacheca nei famigerati spot italioti, la mancanza cronica di annunci di nuovi giochi e le notizie di ogni giorno che ci parlano della chiusura di questo o quel team di sviluppo interno a Microsoft, della perdita dell’esclusiva di questo o quel titolo (vedi Kingdom Under Fire II) etc. etc. . Tra una brutta nuova e l’altra è sempre arrivata, però, immancabile, l’intervista al responsabile Microsoft di turno che rassicura l’utenza sul fatto che ci saranno annunci di nuovi giochi, che le sorprese non sono finite (ma perchè quando sarebbero cominciate? N.d.r.) e tante belle cose che servono solo a tenere buona la piazza.

Chiariamo: qui nessuno vuole fare un processo ai ragazzi di Redmond. I soldi sono soldi e, come giĂ  detto, la scelta di aprirsi al mercato casual non solo è logica, ma sembra anche pagare (l’XBOX360 è da mesi la console casalinga piĂą venduta negli USA), il punto è capire dove realmente stia portando questa politica ed avere anche il coraggio di comunicarlo alla propria utenza. Parliamoci schiettamente, il Kinect non è materialmente in grado di gestire software della profonditĂ  e della complessitĂ  a cui siamo abituati (ma non è  neanche stato progettato per farlo). Mass Effect, Halo, Call of Duty, così come sono, non possono essere giocati con la nuova periferica. Non a caso Microsoft è impegnata da mesi a  far sviluppare qualcosa che funzioni sulla propria telecamera delle meraviglie, ovvero versioni di particolari franchise che prevedano l’utilizzo marginale della telecamera o che siano concepiti per funzionare solo con essa (sotanzialmente roba su binari).

Siamo al paradosso che una periferica capace di gestire solo giochi “casual”, divenga, in corsa e durante una stessa generazione,  il focus della console che si è sempre rivolta all’utenza “core” per antonomasia. Nonostante le rassicurazioni, pare che Microsoft, del vecchio modo di fare videogiochi, voglia conservare solo gli ingenti proventi derivati dagli abbondamenti del LIVE dovuti al multiplayer online. Per far ciò basterĂ  mantenere il supporto dei DLC esclusivi dei vari sparatutto multipiattaforma e puntare periodicamente su Halo e Gears of War. In poche parole chi ha comprato un XBOX360 in questi anni dovrebbe attendersi un futuro “core” fatto solo di titolo “multiplatform” (quindi acquistabili dal day one anche su PS3), di DLC e demo rilasciati in esclusiva temporanea e, se va bene, un Halo ed un Gears  all’anno (Kinect permettendo, ovviamente).

Sinceramente, per quanto ben mascherata dall’uscita di giochi minimali e su binari solo all’ apparenza “hardcore”, questa sembra una exit strategy in piena regola. Senza piĂą team di sviluppi interni in grado di sfornare giochi di spessore e con  solo accordi estemporanei con questa o quell’altra software house, Microsoft sembrerebbe  prepararsi per un “eventuale” disimpegno dal mondo dei videogiochi così come lo abbiamo concepito fino ad ora. Forse, la prossima XBOX nascerĂ  come console marcatamente casual come il Wii, oppure a Redmond si concentreranno su applicazioni ludiche in flash per smartphone o  Facebook, ma una cosa è certa: abbandonare, per una mera logica di profitto, una utenza affezionata costruita faticosamente in 10 anni di successi sarebbe, in ogni caso, un vero e proprio delitto…

Per gli amici, lo Zio, Manfredi, è uno dei fautori del rinnovamento di Gamevolution, nonchè partecipante attivo nel consiglio di amministrazione. Le sue recensioni e gli speciali sono sempre sinonimo di elevata qualità, la quale unita ad uno stile sempre fresco e particolare nell'esporre il proprio pensiero, riesce a catturare le attenzioni di chi legge. E' quello che definiremmo un pò "boxaro" ma riesce comunque a mantenere un certo distacco, offrendo un parere alquanto disinteressato e professionale.
Manfredi Miconi

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